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Sintomo · non si accende

Il condizionatore
non si accende

Nessuna spia, nessun bip, il telecomando non ottiene niente. Prima di dare la colpa alla scheda elettronica conviene seguire la corrente dal quadro fino alla morsettiera: quasi sempre si ferma molto prima.

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Come arriva la corrente

Dove si ferma l'alimentazione

Uno split ha una sola alimentazione. Su quasi tutte le macchine residenziali i 230 volt arrivano all'unità esterna e da lì, attraverso il cavo di collegamento a quattro o cinque fili, salgono all'interna; su alcuni modelli il percorso è invertito ed è lo split a muro ad alimentare il motore. Cambia poco: se la tensione manca a monte non si accende niente, e non c'è scheda che tenga.

Il primo anello è il quadro. Un climatizzatore montato come si deve ha una linea sua: magnetotermico da 10 o 16 ampere a seconda della taglia, differenziale da 30 milliampere, cavo da 2,5 millimetri quadri. Se invece è appeso a una presa condivisa con il forno, la corrente c'è finché non serve davvero, e il guasto sembra capriccioso.

Il secondo anello è il salvavita. Se è scattato, qualcosa ha disperso verso terra: può essere umidità entrata nel motore della ventola esterna dopo un temporale, può essere la resistenza del carter, può essere un cavo pizzicato nel passaggio a muro. Il differenziale non scatta per capriccio: sta segnalando un guasto che esiste.

Il terzo anello è la morsettiera, ed è quello che ci dà più lavoro. I morsetti che collegano interna ed esterna stanno all'aperto per anni: si ossidano, si allentano, scaldano. Un morsetto annerito con la vite lenta fa cadere tensione, e la macchina resta muta oppure parte e si spegne dopo pochi secondi. È anche uno dei motivi per cui una manutenzione annuale ripaga: quei morsetti si vedono prima che lascino a piedi l'impianto.

Se invece la macchina si accende, la ventola gira e l'aria esce ma non è fredda, il sintomo è un altro e si diagnostica in un altro modo: ne parliamo nella pagina su quando il condizionatore non raffredda.

Cosa puoi controllare tu

Prima di chiamare, cinque minuti

Comincia dal telecomando, perché è la causa più banale e una delle più frequenti. Metti due pile AAA nuove, non quelle del cassetto, e guarda il display: se è sbiadito o si accende a metà, hai già la risposta. C'è una prova che fai in dieci secondi: punta il LED del telecomando dentro la fotocamera del telefono e premi un tasto. Se sullo schermo vedi lampeggiare una lucina violacea il telecomando trasmette; se non vedi niente, è morto lui.

Poi cerca il pulsante manuale sull'unità interna. Sta sotto il pannello frontale, di solito sulla destra vicino alle feritoie, ed è un tastino piccolo marcato AUTO o MANUAL. Premilo. Se la macchina parte, l'impianto è vivo e il guasto sta nel telecomando o nel ricevitore a infrarossi: sono le due riparazioni più leggere di tutta la lista. Se non succede niente nemmeno così, il problema è a monte oppure sulla scheda.

Infine il quadro elettrico. Guarda se il differenziale o l'interruttore del clima sono abbassati e rialzali una volta sola. Se reggono, era un falso scatto. Se riscatta subito, fermati: lì sotto c'è una dispersione, e continuare a rialzarlo significa solo ripetere il guasto. L'unica prova utile è staccare l'interruttore del clima e riprovare a rialzare il differenziale: se così regge, sai già che la dispersione è nel climatizzatore e non nel resto di casa.

Se dopo questi tre controlli la macchina è ancora spenta, quello che resta si vede solo col tester in mano, ed è lavoro da tecnico: dietro il pannello ci sono 230 volt anche quando la macchina sembra morta.

Le cause vere

Cosa troviamo, in ordine di frequenza

Sono queste sei e coprono quasi tutti gli interventi. Le prime quattro si chiudono in mezz'ora con un tester; le ultime due meritano un ragionamento sulla convenienza prima di ordinare un ricambio.

Alimentazione assente

Interruttore abbassato, un morsetto saltato nel quadro, un frutto di presa bruciato. Col tester si chiude in due minuti: o i 230 volt arrivano alla macchina o non ci arrivano.

Telecomando e ricevitore

Pile scariche, LED trasmettitore morto, oppure il ricevitore a infrarossi dell'interna che ha perso colpi. La prova del pulsante manuale separa i due casi subito.

Differenziale che riscatta

C'è una dispersione vera. Le solite: umidità nel motore della ventola esterna, resistenza del carter compressore, cavo di collegamento cotto dal sole o rosicchiato. Si isola il tratto e si trova.

Morsettiera e cavo

Morsetti ossidati o allentati, fili con la sezione mangiata dall'ossido. Si ripristina il contatto e si serra come si deve. È il guasto più sottovalutato e uno dei più comuni.

Scheda elettronica

Fusibile sulla scheda, alimentatore che non tira più fuori i 5 e i 12 volt, condensatori gonfi, tracce bruciate intorno al relè. A volte si ripara, spesso va sostituita: e lì il discorso cambia.

Protezioni che bloccano l'avvio

La macchina ha corrente ma si rifiuta di partire e lampeggia un codice. Sta proteggendo qualcosa: sonda in corto, pressostato aperto, errore rimasto in memoria dall'ultimo blocco. Il codice va letto, non resettato.

Domande

Le domande che ci fate più spesso

Ho rialzato il salvavita e riscatta subito. Posso insistere?

No. Ogni rialzo rimanda corrente su un guasto che è ancora lì, e nel caso peggiore lo allarga. Stacca l'interruttore del clima, rialza il differenziale e vedi se regge: quella prova ci dà metà della diagnosi ancora prima che arriviamo.

Parte col pulsante manuale ma non col telecomando. Cosa vuol dire?

Che alimentazione, scheda e compressore stanno bene: restano il telecomando e il ricevitore dell'interna. Attento però al telecomando universale comprato al volo: spesso non parla lo stesso protocollo e ti fa credere che la macchina sia guasta quando non lo è.

Conviene cambiare la scheda elettronica?

Dipende dall'età. Su uno split di sei o sette anni ha senso. Su uno di quindici, con R410A dentro e ricambi ormai fuori produzione, te lo diciamo chiaramente: la scheda costa quanto mezzo climatizzatore nuovo e il resto della macchina ha la stessa età.

Quanto ci vuole per capire cos'ha?

Di solito quaranta minuti: tester dal quadro alla morsettiera, prova del pulsante manuale, lettura del codice errore se la macchina ne mostra uno. Il preventivo arriva dopo la diagnosi, prima di intervenire.

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