La batteria è troppo fredda. Sempre.
Dentro l'unità interna il refrigerante evapora, e mentre evapora ruba calore all'aria che gli passa sopra. La temperatura a cui evapora non è un valore fisso: dipende dalla pressione nel circuito. Con una macchina in ordine la batteria lavora intorno ai 5-8 gradi, l'umidità dell'aria ci condensa sopra come sul bicchiere freddo, e quell'acqua scola nella vaschetta e se ne va dal tubo di scarico.
Se la batteria scende sotto zero, quella stessa condensa non scola più: congela. Il ghiaccio quindi non è il guasto, è la spia di una cosa sola — la batteria sta lavorando più fredda di quanto dovrebbe. E ci arriva per due strade soltanto: o la pressione è bassa perché manca refrigerante, oppure l'aria che dovrebbe portarle calore non ci passa abbastanza. Aria o gas: il resto è dettaglio.
Da lì parte una valanga. Il ghiaccio chiude i varchi fra le alette, quindi passa ancora meno aria, quindi la batteria si raffredda ancora di più, quindi si forma altro ghiaccio. È il motivo per cui la mattina vedi una brina leggera e la sera trovi un blocco compatto: non è peggiorato il guasto, si è alimentato da solo.
Anche dove appare la brina dice qualcosa. Sull'unità esterna il tubo grosso dell'aspirazione deve essere freddo e può sudare: normale. Se invece brina, o se brina il tubo sottile, quasi sempre si parla di carica. Molto spesso il ghiaccio e l'aria che esce ma non è fredda sono lo stesso guasto visto da due lati.
Il ghiaccio non si stacca. Mai.
È l'istinto di tutti: prendere qualcosa e togliere quel blocco. Non farlo. Le alette della batteria sono alluminio da pochi decimi di millimetro, e il ghiaccio non ci sta appoggiato sopra: ci è cresciuto dentro, attorno. Un cacciavite, un coltello o anche solo un'unghia decisa non staccano il ghiaccio: portano via le alette. E se becchi il tubo lo fori, e una batteria bucata è il pezzo più caro dell'unità interna.
Niente phon, niente acqua bollente, niente sale. A due centimetri dal ghiaccio ci sono la scheda elettronica e il motore della ventola: creeresti un secondo guasto sopra il primo.
E soprattutto non insistere in raffrescamento sperando che si sblocchi. Con la batteria intasata di ghiaccio il refrigerante non evapora del tutto e torna liquido al compressore, che è fatto per comprimere gas. I liquidi non si comprimono: si chiama colpo di liquido, non fa rumore finché non rompe, ed è il modo più rapido per passare da un filtro sporco a un compressore da sostituire.
Quello che va fatto, invece, è banale. Spegni il raffrescamento e metti la macchina in sola ventilazione, alla velocità più alta: il compressore resta fermo, la ventola continua a spingere aria ambiente sulla batteria e il ghiaccio se ne va da solo in mezz'ora, un'ora se il blocco è grosso. Metti un asciugamano sotto: quando si scioglie tutto insieme, l'acqua è più di quanta la vaschetta ne regga. Poi lava i filtri, rimontali asciutti e riaccendi.
Se entro qualche ora rifà ghiaccio, i filtri non erano il problema. A quel punto o l'aria si ferma più a fondo — batteria e ventola incrostate — oppure il circuito lavora a pressione bassa, e allora si torna sempre lì: se manca gas c'è una perdita. Le due famiglie si separano sul manometro, e la diagnosi è mezz'ora.
Perché la batteria va sotto zero
La riga di confine è netta: o manca aria, o manca gas. Sono queste sei, in ordine di frequenza.
Filtri intasati
La causa numero uno e la più banale. Il feltro di polvere strozza l'aria, e senza aria che porta calore la batteria scende sotto zero. Si lavano, si asciugano, si rimontano: metà delle chiamate finisce qui.
Batteria interna incrostata
Filtri puliti e ghiaccia lo stesso: lo sporco sta più dentro, fra le alette, dove i filtri non arrivano. Qui non basta il lavandino, va smontata e lavata.
Ventola interna fiacca
Il rullo tangenziale incrostato, o un motore stanco, muovono meno aria del previsto. Filtri e batteria possono anche essere puliti: se la portata non c'è, il risultato è identico.
Carica insufficiente
Meno refrigerante, meno pressione, temperatura di evaporazione sotto zero. È la causa classica della brina sul tubo sottile. E vuol dire perdita: rabboccare e basta significa rivedersi fra sei mesi.
Ostruzione nel circuito
Un filtro deidratatore o un organo di laminazione parzialmente tappato fa cadere la pressione dove non dovrebbe: la brina compare localizzata, proprio dopo il punto strozzato. Più raro, ma si vede.
Sonda antighiaccio fuori taratura
La protezione ce l'hanno tutte: vicino allo zero il compressore deve staccare. Se la sonda legge male non stacca, e il ghiaccio arriva anche su un impianto per il resto sano.
Le domande che ci fate più spesso
Ho lavato i filtri e rifà ghiaccio. Cosa resta?
Che non erano i filtri. Restano due famiglie: l'aria (batteria incrostata, ventola fiacca) e la pressione (carica bassa, ostruzione). Si distinguono col manometro e la pinza amperometrica, non a occhio: dieci minuti di misure. Il preventivo arriva dopo la diagnosi, prima di intervenire.
Quanto ci mette a scongelarsi?
Mezz'ora in sola ventilazione se è brina leggera, fino a un paio d'ore se è un blocco compatto. Solo aria ambiente: niente phon, niente acqua calda, niente attrezzi.
Se manca gas basta rabboccare e smette di ghiacciare?
Smette, per qualche mese. Poi il gas esce dallo stesso punto da cui era uscito la prima volta e il ghiaccio torna, perché in un circuito sigillato il refrigerante non cala da solo. La perdita va cercata: altrimenti paghi il gas due volte e nel frattempo lo disperdi in atmosfera.
L'unità esterna brina d'inverno in pompa di calore: è lo stesso problema?
No, ed è normale. D'inverno i ruoli si invertono e la batteria esterna lavora sotto zero: la brina ci si forma per fisica, non per guasto. La macchina se ne accorge da sola e fa il ciclo di sbrinamento, invertendo per qualche minuto. Diventa un problema solo se lo sbrinamento non parte, o se parte e non finisce mai.
Il climatizzatore si è coperto di ghiaccio?
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